Luca's profile۰ Yashal ۰PhotosBlogListsMore Tools Help

Luca Sirianni

Occupation
Interests

Windows Media Player

by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 

۰ Yashal ۰

arte, società e politica

Photo 1 of 16
April 10

Frammenti

 
Non è questo il tempo
Per stare al proprio posto
Per la moderazione
Per starsene a guardare
 
Non è questo il posto
Per vivere tranquilli
E fermarsi per vedere
Lo spettacolo del giorno
 
Guardati le mani
Sono ruvide e di vetro
E sotto le macerie
Scavano ostinate
 
Frammenti...
 
solo frammenti
di inutili verità.
 
 ...
 
Rimozione in corso.
 
 

October 11

"Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto"


'Rompi quel bicchiere' pensavo, 'perchè è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere e ne sono felice. Pensa alla lotta che divampa dentro di te e rompi questo bicchiere. Perchè i nostri genitori ci hanno insegnato a fare attenzione con i bicchieri e con i corpi. Ci hanno spiegato che le passioni dell'infanzia sono impossibili, che non dobbiamo distrarre gli uomini dal sacerdozio, che gli individui non fanno miracoli e che nessuno parte per un viaggio senza una meta precisa. Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano.'

"Rompi questo bicchiere," gli ho ripetuto.
Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere.
Con un movimento rapido, lo ha spinto giù.


di Paulo Coelho



August 07

Zabriskie Point (1970)


Cito qui un passo della recensione di Alberto Moravia sul film-capolavoro di Michelangelo Antonioni "Zabriskie Point". Una pellicola spietata, potente e poetica. Colonna sonora (Pink Floyd ed altri) e fotografia davvero eccezionali.

"[...] Forse Antonioni non ne è stato del tutto consapevole. Forse, come avviene in generale agli artisti, egli è arrivato per conto suo, coi mezzi"inconsci” dell’intuizione artistica, alle stesse conclusioni a cui altri erano già pervenuti col pensiero critico.
Ma è fuori dubbio che il film adombra il conflitto ben noto tra i freudiani istinto di vita e istinto di morte. Eros e Tanatos e (forse più esattamente) tra concezione ludica e concezione utilitaria della vita.
La vita, il gioco, il piacere sono attività fine a se stesse, non hanno altro scopo all’infuori, appunto, della vita, del gioco, del piacere.
Così si spiega perché Mark, il ragazzo contestatore, contesti anche la contestazione, la quale ha pur sempre uno scopo; e poi rubi l’aeroplano per il solo gusto di fare delle capriole in cielo; e quindi faccia la corte a Daria soltanto perché è divertente fare la corte con l’aeroplano ad una donna che corre in automobile; e infine faccia l’amore con la ragazza perché è bello giocare con il proprio corpo e con il corpo altrui.
La ragazza, dal canto suo, agisce nello stessissimo modo: per gioco, per piacere, senza, è proprio il caso di dirlo, secondi fini.
Questo incontro dei due giochi, dei due Eros, culmina nel love-in immaginario, tra le sabbie della Valle della morte. Che vuol dire quella scena? Vuol dire che si dovrebbe sempre fare così; che gioco e Eros fanno comunicare ed amare; che insomma la vita non dovrebbe avere altro scopo che la vita.
Ma il vallone in cui avviene il love-in è un luogo di assetata aridità, di completa mancanza di vita. Non per nulla si chiama Valle della morte.
E qui appare l’istinto di morte al quale si contrappone l’istinto di vita, Eros, il gioco fine a se stesso.
Quest’istinto è esemplificato in diversi modi, per tutto il film. E' la polizia che dà l’assalto all’università; è l’aeroporto in cui sono custoditi gli aeroplani, strumenti di libertà e di gioco; è il boss di Daria coi suoi affari di speculazione edilizia; è il villaggio in cui non vivono che vecchi decrepiti e ragazzi minorati; è la grottesca famiglia borghese che, fermandosi in margine alla Valle della morte, si augura che vi sorga al più presto un"drive-in”; sono gli affaristi che nella villa del boss di Daria discutono sul modo migliore di sfruttare in senso turistico le bellezze del deserto; sono infine, i poliziotti, in tutto simili a robot o a marziani, che, come Mark atterra, lo ammazzano senza motivo.
Così il conflitto si chiuderebbe, come tanti film americani antichi e recenti, come Easy Rider, come Bonnie e Clyde, con la vittoria di Tanatos su Eros, dell’utilità sul gioco, della morte sulla vita.
A questo punto però scatta, fuori d’ogni logica narrativa tradizionale (però già anticipato e preparato dal visionario love-in collettivo della Valle della morte) il furore profetico di Antonioni.
Daria immagina che un’esplosione termonucleare distrugga la villa.
La ripetizione dell’esplosione, così compiaciuta e così spietata, fa intendere che per Daria la villa è il simbolo dell’intera civiltà consumistica e conferma, se ce n’era bisogno, che il film non è soltanto una storia d’amore ma anche e soprattutto, l’espressione di un sentimento di aspro e polemico rifiuto, secondo la tradizione europea del rispetto della persona umana, il quale, però, sembra portare alle stesse conclusioni delle diagnosi freudiane-marxiste formulate dalla contestazione.
Così la concezione dialettica e psicanalitica del male come repressione si ricongiunge curiosamente alla concezione moralistica del male come empietà.
Si scopre che la Bibbia e il Vangelo avevano detto le stesse cose di Freud e Marx. Il nesso tra queste due concezioni convergenti verso la stessa condanna, va ricercato, in Zabriskie Point, nella conclusione apocalittica.
Certo, l’apocalisse è una punizione antica e inverosimile. Ma la catastrofe termonucleare, resa forse fatale dalla stessa logica interna della civiltà, le ha restituito da ultimo un’attualità e una verosimiglianza minacciose.
Tutta l’originalità di Zabriskie Point sta in questo finale, in questa profezia del disastro atomico che"punirà” la civiltà consumistica per aver permesso che Tanatos prevalesse su Eros.





August 05

Ma mère


"dobbiamo continuare insieme a rifiutare

il mondo di quelli la cui pazienza

attende che la morte l'illumini"


Ma Mère - un film di Christophe Honoré


June 14

Cavie di Chuck Palahniuk

 
Poi la morte era diventata mainstream.
Solo che non si chiamava più suicidio. Adesso la chiamavano "migrazione". I corpi in decomposizione della gente non erano più cadaveri. Quelle cataste nauseabonde, rigonfie, ammassate ai piedi di ogni edificio. I morti avvelenati stesi sulle panchine alle fermate degli autobus, adesso si chiamavano "bagagli". Semplici bagagli abbandonati.
Ormai esisteva la prova della vita dopo la morte. Secondo le stime governative, ben 1.769.042 anime umane erano già state liberate e se la spassavano sul pianeta Venere. Il resto degli esseri umani avrebbero dovuto continuare a vivere un lungo ciclo di esistenze e di dolore, prima di essere sufficientemente raffinati per migrare.
Rigirando ed erodendosi nella Grande Macchina.
E così il governo aveva avuto il lampo di genio. Se l'intera umanità fosse morta in un colpo solo non ci sarebbero più stati uteri, nè la possibilità che le anime potessere reincarnarsi qui sulla Terra. Gli esperti ritenevano che questo fosse l'unico momento della storia in cui la migrazione di massa sarebbe stata possibile. C'era voluto il programma spaziale per fornirci la prova della vita dopo la morte. C'erano voluti i mezzi di comunicazione di massa per diffondere la prova in tutto il mondo. E la armi di distruzione di massa per garantire un'adesione totale.
Ovviamente, moltissimi facevano pressione perchè i non aderenti venissero bombardati e basta, ma solo per disintegrare tutte le isolette tribali del sud del pacifico si era dato fondo agli arsenali missilistici. Le radiazioni non migravano come ci si sarebbe atteso. [...] Tutto il nostro gas nervino e i virus letali, gli ordigni nucleari e convenzionali, tutto quanto si era rivelato una delusione. Non eravamo neppure vicini all'estinzione dell'umanità. C'era gente che viveva nelle caverne. Gente che vagabondava sui cammelli in deserti sterminati. E ognuno di quegli individui stupidi e arretrati poteva scopare. Uno spermatozoo incontra un ovulo, e la tua anima viene risucchiata indietro a vivere un'altra vita di tedio, a mangiare, dormire, arrostirti sotto il sole. Sulla terra: il pianeta Guerra. Il pianeta Conflitto. Il pianeta Dolore.
 

 

Chuck Palahniuk


 
Loading...

Sandbox

Loading...

WikipediaIT

Loading...